VXST e la Volatilità delle Opzioni Weekly

Il principale Exchange per le Opzioni in America (il CBOE) ha di recente lanciato un nuovo indice che traccia la volatilità implicita di una certa classe di opzioni sull’indice S&P500 che va ad affiancarsi agli indici già esistenti (VIX e VXV): si tratta del VXST.

Così come il VIX traccia la volatilità implicita delle opzioni con scadenza mensile, o il VXV quelle con scadenza trimestrale, il VXST traccia invece la volatilità implicita delle opzioni con scadenza settimanale.

Nella parte superiore di questo grafico ho riportato i tre indici di volatilità: in giallo quello che traccia le opzioni weekly (VXST), più reattivo, in bianco il VIX e il verde quello che fa riferimento alla scadenza di 90 giorni (VXV). Nella parte inferiore, ho invece calcolato gli Spread fra questi indici, in termini di differenziale fra la scadenza più lunga meno quella più breve (come riportato nelle etichette sulla destra).

e proprio su questi Spread si sviluppano dinamiche molto interessanti da poter sfruttare con strategie di tipo meccanico. La prima osservazione è legata alla mean revertingness di ognuno di questi spread (presente sul singolo indice, ma sullo spread osserviamo una stazionarietà che è raro trovare su coppie di strumento come azioni, futures, o cross valutari): gli indici non sono direttamente tradabili, ma questa dinamica può essere sfruttata sia con i derivati di questi indici (quindi le Opzioni sul VIX Index o i VX Futures quotati al CFE) ma soprattutto combinando strategie in Opzioni sul sottostante da cui derivano questi indici di volatilità (quindi l’S&P500) che vadano a lavorare in convergence trading sul riallineamento di queste volatilità su diverse scadenze.

La seconda osservazione (soprattutto quando osserviamo orizzonti più ampi di quello evidenziato nel grafico) è legata alla presenza di un contango strutturate sulle diverse scadenze. Questa dinamica è alla base dell’andamento del prezzo di un ETF come il VXX in perenne “caduta libera” proprio a causa dei rollover mensili del future fronte mese sulla scadenza successiva.



Questa è un’altra caratteristica che può essere sfruttata, specie nei momenti in cui osserviamo una moderata backwardation, e puntando sul suo riassorbimento.

I derivati sugli indici di volatilità sono strumenti molto interessanti, ma non così semplici da modellare rispetto a derivati su sottostanti più convenzionali: la maggior parte delle piattaforme, ad esempio, utilizzano (erroneamente) gli stessi modelli di pricing per una opzione su SPY e una sul VIX …a volte l’operatività diretta sulle opzioni del sottostante da cui deriva il VIX (quindi l’S&P500) su diverse scadenze (settimanali o mensili) può semplificare notevolmente l’analisi.

...siamo al lavoro per ultimare la codifica di alcuni trading system che sfruttano proprio queste dinamiche sugli indici di volatilità sia operando sui derivati di questi indici (opzioni sul VIX e VX Future), sia sui derivati del sottostante azionario (quindi il Mini S&P500 future, SPY e le rispettive Opzioni)... saranno messi a disposizione in una giornata di corso che trovare posto in calendario il prossimo autunno, ma vedrete presto qualche anticipazione già nelle prossime settimane...

...per adesso vi rimando ai prossimi due appuntamenti, dedicati ai Trading Systems, del 10 maggio (Trading Automatico) e del 17 maggio (Trading Systems & Money Management)

Buon Trading!

Luca Giusti