Iron Condor o Short Strangle?

E' da ormai 7 anni che faccio Iron Condor su ETF ed Indici, sulla base di setup che ancora continuo a spiegare nei corsi che tengo abitualmente per la QTLab e per altre società, ma circa 3 anni fa un pensiero ha iniziato a insinuarsi nella mia testa: può esserci un modo per stare sempre a mercato con delle strutture Iron Condor (invece che entrare solo sugli spike di volatilità), lavorando su livelli predefiniti meccanicamente e su scadenze più vicine rispetto a quelle su cui si lavora di soito (40-60 gg)?

... così lanciammo un backtest piuttosto importante, fatto su strumenti diversi e su un orizzonte di 5 anni, coinvolgendo molte persone (dato che i backtest sono stati fatti manualmente) proprio per poter avere un minimo di controllo sulla correttezza dei risultati (limitando l'impatto di errori di digitazione o trascrittura). I risultati potete leggerli direttamente in questo articolo, che pubblicai subito dopo averli elaborati: "5 anni di Iron Condor: i risultati di uno studio".

In questa sperimentazione eravamo sempre in posizione, a mercato, con degli Iron Condor costruiti sempre sulla scadenza più prossima (quindi sempre vite residue di appena 22 giorni borsistici circa): non si entrava perchè c'era uno spike sulla Volatilità Implicita (che per un trader in opzioni è fondamentale controllare) ma si cercava di massimizzare l'effetto dell'erosione temporale cercando di avere sempre una struttura aperta per portarla a scadenza. La sola condizione di uscita "prematura" era quella di uno stop predefinito, che ci avrebbe fatto chiudere tutto prima della scadenza. I risultati potete leggerli in questo articolo. C'è chi ha continuato a fare Iron Condor sulla base degli stessi livelli calcolati dalla formula (che era uguale per tutti i sottostanti usati nel corso dei 5 anni): potete leggere i risultati aggiornati che ha postato in community: http://www.qtlab.ch/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=3&id=7455&Itemid=4 (è sempre motivo d'orgoglio quando vedi che una persona che ha seguito un corso e imparato una metodologia, poi va a casa, perservera e arriva a certi risultati: alcuni di loro scrivono in community, altri scrivono una email, che custodisco ma non mi va di sbandierare per rispetto nei loro confronti... in ogni caso, quando mi si chiede "perchè faccio corsi", una delle risposte, accanto alle motivazioni economiche, non può che essere "perchè mi da grande soddisfazione" :-)).

E' da quella sperimentazione, e dai risultati ottenuti, che ho iniziato a spingere tutto al "limite": e così siamo arrivati ad accorciare la scadenza da monthly a weekly e a togliere gli strike comprati dell'iron condor per ritrovarci con uno Short Strangle, gestendo poi il problema della difesa delle opzioni vendute in maniera "meccanica", con un trading system. E anche questa metodologia, che rispetto alla prima mostra potenzialità di guadagno migliori (ma che ormai non sono più potenzialità, dato che c'è un anno e mezzo di storico di segnali inviati che ce lo conferma), abbiamo iniziata a spiegarla in un corso: Opzioni+Future/FXspot (in programma il prossimo 11 novembre).

...adesso facciamo un passo indietro, per recuperare uno strumento su cui abbiamo sempre lavorato, accanto a ES, NQ, EUR e AUD (che sono i futures su cui opera questa metodologia): l'indice RUT (il Russel 2000). Rispetto ad SPX, questo indice mostra una volatilità implicita strutturalmente più elevata, ma chiaramente anche una volatilità differente, ed un carattere che, su un orizzonte monthly, lo rende uno strumento che riisponde meglio ai breakout rispetto ai "cugini" SPX o OEX (S&P100). Questo indice è stato uno degli strumenti più profittevoli della prima sperimentazione sugli Iron Condor, quindi perchè non "rivisitarlo" con qualche nuova idea che arriva direttamente dall'esperienza con gli Short Strangle su le Opzioni sui Futures?

Nella sperimentazione estesa sui 5 anni, di cui parlavo prima, facevamo riferimento a un capitale a debit di 10.000 usd per ogni Iron Condor: i livelli che utilizzavamo portavano, mediamente, a strutture con rapporti Rendimento/Rischio decisamente poco favorevoli (1:8 - 1:10). Lo stop monetario scattava sempre su livelli predefiniti di perdita, e solitamente in prossimità dei BEP della strategia a scadenza. Cosa succede se, su livelli calcolati in maniera meccanica (ma con una formula differente da quella originaria, e più simile a quella che usiamo per gli strangle con le opzioni weekly sui futures) su base mensile (quindi impiegando opzioni Monthly tradizionali) andiamo a vendere opzioni "nude" su RUT senza andarle a coprire acquistandone altre su strike più esterni?

Siamo in presenza di Short Strangle e non più Iron Condor, e il buon senso richiede che debba prevedere qualche contromisura... la contromisura che ho scelto di adottare è un ingresso con il future sul Russel 2000 per difendere ogni opzione venduta. Si tratta di una scelta più prudente di quella di andare a coprire le opzioni vendute con altre comprate, in quanto in caso di gap del sottostante (nonostante si tratti di un indice, non si possono comunque escludere a priori) la strategia Iron Condor limiterebbe si la perdita, ma quel rapporto 1:8 - 1:10 ci farebbe chiudere l'operazione (solo a mercati aperti, subendo quindi i gap) con qualche "osso rotto"... la difesa con il future, se anche consideriamo slippage, fast market o quello che volete, è sempre più "tempestiva" e consente di limitare i danni meglio delle opzioni comprate su livelli più esterni a quelle vendute.

...ma il problema, quando si mettono in mezzo strumenti un pò ingombranti come i futures, diventa: "dove metto lo stop?"...la risposta ce la facciamo dare da un Trading System, che avrà così in "gestione" sia la scelta dei livelli a cui vendere opzioni, sia l'ingresso in difesa con il future sul Russel 2000, sia l'uscita in stop sul future qualora dovesse ritornare indietro e all'interno della struttura. Come per gli strangle su EUR, sono andato a campionare in paio d'anni di premi incassabili vendendo opzioni su RUT sui livelli mensili indicati dal sistema, e ho considerato un premio medio di poco più di 11 punti (ma che ho decurtato a 9 per prudenza).

...questo sarebbe stato il risultato nell'ultimo decennio:

Come al solito, trovate in blu l'equity della sola vendita di opzioni, in rosso l'equity della sola difesa meccanica con il future, ed in verde l'equity "finale" dell'operatività, che non è "esente " da drawdown, ma tutto sommato esibisce una buona regolarità (anche se sarebbe consigliabile procedere con una rilevazione puntuale dei premi ad ogni scadenza, perchè si osservano variazioni notevoli sul passato: da 6 punti fino a mesi in cui l'incasso sfiorava i 20 punti)

Per realizzare questo backtest le complessità da gestire sono state di più rispetto a quelle incontrate su EUR: in questo caso, ragioniamo infatti su livelli calcolati su base mensile su RUT (Indice) che non è però tradabile (e non posso impotizzare di entrare in difesa su uno strumento che non posso negoziare... nella fattispecie avrei ottenuto dei backtest meravigliosi) e quindi tutta la difesa deve essere fatta sul future sul Russel (ticker: TF). Ma sono complessità che ho dovuto gestire in fase di sviluppo, ma che nell'operatività non comportano particolari problemi: vendo opzioni su RUT e metto in macchina ordini sul future TF per difenderle, tenendo conto che i due strumenti non prezzano nello stesso modo (uno è uno strumento a termine, un future appunto, e l'altro a pronti) ma si muovono nello stesso modo (che è quello che importa per la difesa).

Questo è lo spread fra il future di Settembre e l'indice RUT:

Si vede bene come il differenziale fra i due sia intorno ai 4-5 punti quando mancano 3 mesi a scadenza e si riduca a zero alla sua scadenza: basta tenerne conto nell'ingresso in difesa, perchè aggiustando per questo differenziale, si vede bene come i due strumenti tendano a muoversi "insieme" (con sfasamenti momentanei nell'ordine di un punto). Il future scambia però per 22 ore al giorno, quindi mi permette di difendere le opzioni vendute anche in caso di "partenze" notture o mattutine, quando l'america è chiusa (e quindi le opzioni sull'indice non scambiano ancora).

...ma non si tratta di una operatività "leggera": vendere a nudo opzioni su RUT, per il perverso meccanismo di marginazione in america, richiede una decina di migliaia di dollari, a cui bisogna aggiungere la marginazione quando si entra in difesa con TF (altri 5000 circa), ma eravamo partiti dall'idea di impiegare un capitale analogo a quello impiegato per l'Iron Condor oggetto della precedente sperimentazione, quindi non ci stiamo disconstando troppo. Bisogna fare inoltre attenzione al fatto che non c'è compensazione dei margini, quindi i requisiti di marginazione sullo strangle potrebbero aumentare man mano che il sottostante si muove (quindi è opportuno tenersi un certo "spazio" di sicurezza). Se negoziassimo le opzioni direttamete sul future TF, la compensazione fra i margini c'è, ma ci ritroveremmo a lavorare opzioni meno liquide di quelle su RUT, quindi può valere la pena iniziare a cercare un ingresso su quelle, ma avendo sempre in mente il premio corretto a cui dovremmo puntare se stessimo negoziando quelle sull'indice RUT.

L'alternativa, come difesa, sarebbe quella di usare un future sintetico creato con le opzioni su RUT, ma si perderebbe il vantaggio di poter intervenire in ogni momento della giornata e di poter mettere ordini in macchina che scattino anche se non siamo a video.

Il panorama di alternative si arricchisce:

1) Iron Condor a 40-60 gg, aperti sugli spike nella Volatilità Implicita (e con R/R 1:5 - 1:6) - questa modalità la spiego nel corso Be Option (in programmazione il prossimo fine settimana)

2) Iron Condor a 30 gg, sempre a mercato, e con stop monetari (ma con R/R 1:8 - 1:10)

3) Strangle a 30 gg, sempre e mercato, con difesa meccanica sul Future (e per queste operatività, il corso più indicato diventa invece Opzioni+Future/FXspot, dell'11 novembre).

...a ciascuno il suo :-)

Luca Giusti